Il fonoassorbimento

Le onde sonore che si propagano in un ambiente chiuso, quando raggiungono le superfici che ne delimitano il volume, trovano un ostacolo alla loro propagazione e possono perdere energia all’interno del materiale sul quale si infrangono.

La quantità di energia che rimane intrappolata nel materiale dipende dalle sue caratteristiche fisiche e morfologiche.

Una superficie è tanto più fonoassorbente quanto più trattiene il suono al suo interno: questo è il comportamento tipico di materiali porosi e fibrosi, che dissipano per attrito l’energia sonora in energia termica, ma anche di pannelli vibranti che dissipano per smorzamento l’energia sonora in energia meccanica, o pannelli con piccole cavità e intercapedine che funzionano come risuonatori.

Quando un’onda sonora incide su una superficie, parte della sua energia viene riflessa, parte viene trasmessa, e parte viene assorbita. La somma delle tre componenti è pari all’energia totale incidente, secondo la formula

E = Er + Ea + Et

L’energia assorbita dipende dal “coefficiente di assorbimento” del materiale, ossia dalla sua capacità di trattenere l’energia sonora al suo interno, dissipandola: quanto maggiore è la componente di energia assorbita, tanto minore è la componente di energia riflessa.

Per quanto riguarda materiali porosi o fibrosi, il coefficiente di assorbimento dipende dalla morfologia e dalla composizione del materiale stesso: è generalmente maggiore quanto maggiore è la porosità del materiale e quanto minore è la sua resistenza al flusso d’aria. Inoltre, dipende dallo spessore del pannello, e anche dalla sua collocazione rispetto alle superfici riflettenti (es. in aderenza o con intercapedine d’aria).

Attenzione

Non vanno confusi fonoassorbimento e fonoisolamento: il fonoassorbimento rappresenta il fenomeno di dissipazione dell’energia sonora all’interno del materiale, mentre il fonoisolamento rappresenta la capacità di tutta la struttura di separazione di impedire la trasmissione del suono. Materiali fonoassorbenti sono tipicamente leggeri e con aperture o cavità; materiali fonoisolanti sono massivi e smorzanti.

IL QUADRO NORMATIVO

Le caratteristiche acustiche di un ambiente sono fondamentali per ottenere un adeguato livello di comfort ed un corretto livello di comunicazione.

Per alcuni ambienti, infatti, come ad esempio quelli scolastici, l’intelligibilità del parlato è un’esigenza di primaria importanza; in altri ambienti, tipicamente destinati a spazi comuni quali ad esempio i ristoranti, la qualità acustica ne determina l’accoglienza e la “piacevolezza”.

In altri casi, come ad esempio ambiti professionali in cui ci si trova a lavorare su macchinari rumorosi, ottenere un ambiente acustico adeguato impatta non solo sulla resa ma anche sulla salute dei lavoratori.

Per ambienti di utilizzo comune, quindi relativamente piccoli e regolari, il descrittore fisico principale è il tempo di riverberazione T60 (sec) che viene preso in considerazione per una corretta progettazione acustica in funzione della destinazione d’uso dell’ambiente stesso.

In Europa, indicazioni sui tempi di riverberazione ottimali si trovano nelle normative sulle costruzioni dei Paesi nordici, cioè Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia e Islanda, ed anche in Germania, Francia, Regno Unito e Italia.

Gli edifici a cui si pone più attenzione, in particolare nei Paesi nordici, sono quelli scolastici, per i quali vengono dati valori di riferimento per ogni tipologia di locale: aule scolastiche, biblioteche, corridoi, refettori, palestre etc. 

I valori limite richiesti si differenziano tra i vari Paesi: in Italia ad esempio, le aule scolastiche (peraltro l’unica destinazione d’uso soggetta a limite di legge, insieme alle palestre) hanno un T60 massimo pari a 1,2 sec, mentre in Svezia il valore massimo per una classe di discreta qualità (Classe C, dove la Classe A è “eccellente” e la Classe D è “appena sufficiente”) è pari ad appena 0,5 sec. La normativa inglese riporta il valore limite per aule con bambini audiolesi, che non deve superare 0,4 sec. La norma svedese riporta inoltre valori limite del tempo di riverberazione per i refettori (T60 < 0,5 sec) mentre in Danimarca e in Norvegia sono regolamentate specificamente anche le piscine scolastiche (T60 < 2 sec). Sempre nel Regolamento delle Costruzioni dei Paesi nordici, sono riportati i valori limite del T60 del settore direzionale, cioè uffici e ambienti collaterali (sale riunioni, sale conferenze, auditorium), del settore alberghiero (stanze, spazi comuni), e del settore sanitario e ospedaliero, sia nei locali occupati dai pazienti che dagli operatori.

Diverso è il settore industriale, dove la presenza di sorgenti sonore interne quali impianti e macchinari è strettamente controllata da regolamentazioni sulla sicurezza e salubrità dei posti di lavoro, pertanto una adeguato trattamento con pannelli fonoassorbenti, appositamente progettato, contribuisce alla riduzione del rumore all'interno dell’ambiente.

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