Il fenomeno della riverberazione

L'ambiente acustico

Ogni persona trascorre buona parte del proprio tempo in locali chiusi, siano essi l’ufficio, la casa, la scuola, il ristorante o la mensa, la palestra, e così via. 

E’ possibile che il fenomeno non venga direttamente collegato all’effetto ma sicuramente, se gli ambienti frequentati quotidianamente non sono acusticamente adeguati, chi vi permane ne subisce le conseguenze a livello di diminuzione del comfort o addirittura di disturbo.


La riverberazione

Il fenomeno della riverberazione descrive l’aumento del livello sonoro in un ambiente chiuso, dovuto al fatto che le onde sonore prodotte da una sorgente interna si riflettono sulle superfici che delimitano l’ambiente creando una sorta di “coda sonora” rispetto all'onda originale. 

Non tutte le superfici riflettono le onde sonore allo stesso modo: una vetrata ad esempio è più riflettente rispetto a una parete intonacata. In una scuola la sorgente è rappresentata dalle voci dell’insegnante e degli alunni, in un ristorante dalle voci dei commensali e del personale e dal rumore delle stoviglie, in un teatro dall'orchestra di musica, e così via.

A chi si trova nell'ambiente giungono sia il suono diretto, emesso dalla sorgente, sia in istanti successivi i suoni riflessi che vengono percepiti come un “riverbero diffuso”, un suono continuo o “rumore di fondo” dell’ambiente.

Questo fenomeno, detto “riverberazione”, è percepito come disturbante e fastidioso nella quasi totalità degli ambienti.

Il tempo di riverberazione

L’entità di questa “coda sonora” data dalle riflessioni successive è misurata dal “tempo di riverberazione”, ossia il tempo in cui il suono permane riflettendosi nell'ambiente, e via via attenuandosi, dopo che la sorgente è stata spenta. Un tempo di riverberazione elevato non è sempre un fenomeno totalmente negativo: nelle sale per concerti, ad esempio, è desiderabile un prolungamento della coda sonora, così da rendere il suono meno secco. Al contrario, in aule scolastiche, nelle sale conferenze o negli uffici, il permanere della coda sonora può mascherare le parole dell’oratore, generando inintelleggibilità del parlato, e di conseguenza confusione e disturbo alla comprensione.

Una corretta progettazione acustica va quindi applicata ad ogni tipo di ambiente con modalità specifiche, in modo da permettere la miglior fruizione di esso e delle attività che vi si svolgono.

Il tempo di riverberazione T60, in accordo alla norma UNI EN ISO 3382-2, è misurato in secondi come il tempo necessario affinché il segnale sonoro decada di 60 dB una volta spenta la sorgente.

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